
Alla Sala Matteotti l’iniziativa promossa da S.I.A.M.O. Esercito e S.U.M. con la partecipazione di vari parlamentari: “Servono risposte concrete, la previdenza dedicata è la strada obbligata”
ROMA – La previdenza dei militari e il futuro del sistema contributivo del Comparto Difesa saranno al centro del convegno “La previdenza militare: passato, presente e futuro”, promosso congiuntamente da S.I.A.M.O. Esercito e S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, che si terrà nella prestigiosa “Sala Matteotti” della Camera dei Deputati, dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
L’appuntamento, che vedrà la partecipazione di cinque parlamentariappartenenti aquattro diversi schieramenti politici, rappresenta uno dei momenti di confronto più rilevanti dell’anno sul tema della previdenza militare, in un quadro segnato dalla contrazione degli organici, dalla perdita di potere d’acquisto e da trasformazioni ordinamentali che impattano in modo diretto sulla vita professionale dei militari.
Apriranno i lavori il Presidente nazionale del S.I.A.M.O. Esercito, Stefano Filippi, e il Presidente nazionale del S.U.M., Antonello Arabia.
Seguiranno gli interventi degli onorevoli e senatori Antonino Minardo, Paola Chiesa, Maurizio Gasparri, Alessandro Alfieri e Bruno Marton, impegnati in Commissioni parlamentari che trattano i temi di Difesa, Giustizia e Affari Esteri.
Al centro del dibattito, i nodi più urgenti della previdenza militare. Tra questi, la necessità di una previdenza dedicata, sostenibile e coerente con la specificità della funzione militare; la revisione dei coefficienti di trasformazione per il personale in regime interamente contributivo; il rafforzamento del fondo perequativo e l’apertura della contrattazione alle forme di previdenza integrativa; le ricadute sui giovani volontari dopo la riforma del reclutamento (VFI/VFT), oggi penalizzati da un impianto retributivo e previdenziale non più adeguato.
Tra i relatori, per il S.I.A.M.O. Esercito, interverranno il Presidente amministrativo nazionale Vittorio Coppola e Maurizio Grasso dell’Ufficio Studi; per il S.U.M., Francesco Azzarello, Presidente regionale Lazio. I lavori saranno conclusi da Alessandro Marino, Vice Segretario nazionale S.U.M., da Vincenzo Ferri, Segretario Generale S.U.M. Aeronautica, e da Mauro Palmas, Segretario Generale del S.I.A.M.O. Esercito.
Gli obiettivi dell’incontro
Il convegno nasce dalla crescente consapevolezza che l’attuale sistema previdenziale non risponde più alle reali condizioni di lavoro del personale militare, segnato da limiti di età ordinamentali più bassi, idoneità fisiche stringenti, rischi operativi permanenti e innalzamento dell’età pensionabile.
L’appuntamento del 26 novembre è frutto di un lavoro congiunto tra S.I.A.M.O. Esercito e S.U.M., due realtà sindacali che hanno scelto di sommare competenze e visioni per affrontare una questione strutturale che riguarda migliaia di militari. La presenza a Montecitorio di parlamentari di più forze politiche testimonia un livello di attenzione crescente sul tema, anche alla luce degli impegni già discussi nel quadro della Legge di Bilancio e negli ordini del giorno collegati, tra cui quello presentato dal Sen. Alfieri.
“La previdenza dedicata non è un’opzione tra molte: è l’unica soluzione praticabile per garantire equità e dignità a chi serve lo Stato in condizioni uniche per responsabilità e sacrificio”, afferma Stefano Filippi, Presidente nazionale del S.I.A.M.O. Esercito. “Il coefficiente di trasformazione dei contributi va rivisto: oggi i militari in regime contributivo puro subiscono penalizzazioni che non rispecchiano la realtà del nostro impiego”, aggiunge Filippi, sottolineando la necessità di creare una massa critica nei confronti delle istituzioni: “Se vogliamo incidere davvero, dobbiamo essere tanti. L’iscrizione ai sindacati militari è fondamentale per dare forza e continuità alle nostre richieste, che non riguardano privilegi ma diritti legittimi”.
“La previdenza dedicata, al momento è l’unica soluzione per garantire dignità a chi serve lo Stato ogni giorno con responsabilità e sacrificio. Il coefficiente di trasformazione dei contributi per gli uomini e donne in divisa non solo deve essere equiparato a quello del limite d’età previsto per i dipendenti pubblici per l’aspetto anagrafico, ma probabilmente dovrà essere integrato con altri istituti economici in quanto potrebbe non essere sufficiente a garantire l’uscita dal mondo del lavoro mantenendo circa lo stesso livello dell’ultimo stipendio, questo ci suggeriscono gli attuali indicatori previdenziali.” Dice Alessandro Marino, Vice Segretario Nazionale del S.U.M..
“Siamo contenti di sostenere insieme ai colleghi del S.I.A.M.O., questa iniziativa legislativa, che possa realmente incidere sul futuro economico dei nostri colleghi e delle loro famiglie. Iniziativa che nasce dall’unione di idee su temi specifici. Ed è questo, a nostro avviso, il futuro del processo di sindacalizzazione delle Forze Armate. Per questo motivo, invitiamo chi ancora non l’abbia fatto di iscriversi a un sindacato per dare forza alle nostre idee.” Aggiunge Marino.
| IL SEGRETARIO GENERALE S.I.A.M.O. ESERCITO | IL VICE SEGRETARIO NAZIONALE SINDACATO UNICO DEI MILITARI |
| MAURO PALMAS | ALESSANDRO MARINO |

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