Venerdì 17 aprile 2026, Stefano Filippi, Presidente nazionale del S.I.A.M.O. Esercito, e Mauro Palmas, Segretario generale, hanno partecipato a Stoccolma all’Assemblea Generale di EUROMIL, l’organizzazione europea che riunisce le associazioni professionali e i sindacati militari del continente.
Si tratta di un appuntamento di grande rilievo per il nostro sindacato e per tutti gli iscritti, perché conferma la presenza attiva di S.I.A.M.O. Esercito nel principale contesto europeo di confronto, cooperazione e tutela dei diritti dei lavoratori militari.
Far parte di EUROMIL significa non essere soli.
Significa portare la voce del personale militare italiano in una rete internazionale che da anni si batte per il riconoscimento pieno dei diritti sindacali, professionali ed economici del comparto difesa.
Significa anche poter contare su un sostegno autorevole in ambito europeo per affrontare i limiti che ancora oggi comprimono la rappresentanza, la contrattazione e le tutele del personale militare in Italia.
La nascita del sindacalismo militare nel nostro Paese non è arrivata per caso: è maturata anche grazie alla spinta della giurisprudenza europea e a un lungo percorso di affermazione della libertà associativa del personale in uniforme. Oggi questo percorso deve proseguire, perché il riconoscimento formale non basta: servono diritti effettivi, strumenti di rappresentanza realmente incisivi e una contrattazione capace di produrre risultati concreti.
In questo quadro si inserisce anche il ricorso presentato da EUROMIL al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) contro l’Italia, con il contributo del S.I.A.M.O. Esercito quale membro dell’organizzazione.
Il ricorso denuncia le persistenti limitazioni che ancora ostacolano la piena libertà sindacale del personale militare, dalla reale capacità di organizzazione fino alla contrattazione collettiva e agli strumenti di tutela. Con decisione del 16 marzo 2026, il CEDS ha dichiarato il ricorso ammissibile, aprendo così una fase importante nel percorso di rafforzamento dei diritti dei militari italiani.
La partecipazione all’Assemblea Generale di Stoccolma assume anche un valore simbolico e concreto, perché proprio la Svezia rappresenta uno dei modelli più avanzati in Europa. Qui oltre il 90% del personale militare aderisce ai sindacati di categoria e il ruolo della rappresentanza professionale è consolidato da oltre un secolo. La forza organizzata dei sindacati militari ha consentito nel tempo di ottenere miglioramenti significativi negli stipendi, nelle condizioni di vita e di lavoro, nella tutela della dignità professionale e nella possibilità di conciliare in modo più equilibrato il servizio con la vita familiare.
È questo il senso della nostra presenza a Stoccolma: portare l’esperienza italiana dentro un contesto europeo forte, costruire alleanze, apprendere dai modelli più efficaci e rafforzare ogni iniziativa utile a garantire anche in Italia tutele più ampie e moderne per il personale dell’Esercito.
Il S.I.A.M.O. Esercito continuerà a lavorare in Italia e in Europa perché i diritti dei militari non restino sulla carta, ma diventino realtà nella vita quotidiana di ogni collega.
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