Roma, 12 giugno 2026 – Nonostante le rassicurazioni e le informazioni informali fatte circolare nelle settimane scorse, il pagamento del F.E.S.I. non avverrà con il cedolino di giugno, bensì con quello di luglio 2026. Una notizia che, a differenza di quanto esternato da altre associazioni sindacali, non possiamo accogliere con soddisfazione e che impone alcune riflessioni sulle criticità ormai strutturali del sistema.
Come SIAMO Esercito abbiamo firmato l'accordo lo scorso 18 marzo con largo anticipo, dimostrando massimo senso di responsabilità proprio per consentire all'Amministrazione di completare tempestivamente tutti gli adempimenti necessari e garantire l'erogazione già nel mese di giugno. Purtroppo, ancora una volta, i ritardi burocratici e organizzativi finiscono per ricadere direttamente sul personale militare e sulle rispettive famiglie.
Le ragioni di questo ritardo strutturale sono ormai croniche e sotto gli occhi di tutti:
• Frammentazione e disparità: Manca un sistema uniforme tra le diverse Forze Armate. Ognuna utilizza procedure e applicativi differenti per la gestione del F.E.S.I., con evidenti sperequazioni in termini di efficienza e tempistiche.
• Anacronismo tecnologico: In un contesto completamente digitalizzato, appare assurdo che ogni singolo Ente debba ancora procedere alla verifica e alla validazione manuale delle giornate di presenza di ciascun militare, con un enorme dispendio di risorse umane e tempi incompatibili con una moderna Pubblica Amministrazione.
• Il limite strutturale di NoiPA: Emerge chiaramente la scarsa efficacia dell'attuale piattaforma applicata al comparto Difesa. Basti pensare che il Ministro della Difesa ha firmato il decreto il 9 giugno, ma le rigide tempistiche tecniche imposte dal sistema ne impediscono comunque l'accredito nel mese corrente, rendendo nei fatti la firma tardiva.
Le lacune del sistema emergono con ancora maggiore evidenza se si confronta la situazione delle tre Forze Armate con quella dell'Arma dei Carabinieri. Sebbene le APCSM dei Carabinieri abbiano sottoscritto l'accordo F.E.S.I. settimane dopo rispetto alle rappresentanze delle altre Forze Armate, il personale dell'Arma percepirà il Fondo già con il cedolino di giugno 2026. Ciò è stato possibile grazie a un sistema di rilevazione delle presenze automatizzato, quindi più efficiente e tempestivo, che ha consentito di chiudere subito l'iter istruttorio per determinare la spesa effettiva e l'impegno di bilancio, portando alla firma anticipata del decreto ministeriale. A questo si aggiunge una maggiore autonomia operativa nella gestione delle procedure con il NoiPA, che garantisce loro margini temporali più favorevoli.
Se l'Arma ci riesce, perché l'Esercito deve restare indietro?
Il rispetto per il personale passa dalla capacità dell'Amministrazione di garantire pagamenti puntuali e procedure all'altezza dei tempi. Non è tollerabile che venga chiesta responsabilità alle associazioni sindacali, per poi privare i militari della tempestiva corresponsione di somme che spettano loro per il servizio prestato. Il SIAMO Esercito continuerà a pretendere con forza procedure snelle, sistemi informatici moderni e il riconoscimento della specificità militare in ogni sede.
La tua voce conta: non subire passivamente le inefficienze del sistema. Iscriviti al SIAMO Esercito per sostenere chi difende i tuoi diritti e per restare sempre informato su tutte le novità del mondo militare!
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