Il S.I.A.M.O. Esercito prende atto della nota n. 03/2026 emanata dal Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI) - https://www.difesa.it/smd/centro-unico-stipendiale-interforze/notizie-in-evidenza/anno-2026/decreto-del-ministro-della-difesa-in-data-9-giugno-2026-relativo-ai-compensi-discendenti-dal-fondo-per-lefficienza-dei-servizi-istituzionali-fesi-per-lanno-2025/103371.html - con la quale viene comunicato che il Fondo per l'Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI) relativo all'anno 2025 sarà corrisposto nel prossimo mese di luglio attraverso un'emissione speciale NoiPA, ma limitatamente al 90% dell'importo spettante.
La motivazione addotta è il mancato trasferimento delle risorse incrementali, pari a circa il restante 10%, già previste dalla Legge di Bilancio ma non ancora rese disponibili dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Questa situazione non era prevista negli accordi sottoscritti il 19 marzo scorso. È quindi legittimo chiedersi come sia possibile che, a distanza di mesi dalla firma, emergano criticità di tale portata, comunicate soltanto oggi e apprese, di fatto, attraverso i canali istituzionali e i social, senza che le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, firmatarie dell'accordo, siano state preventivamente informate o coinvolte.
Chi rappresenta migliaia di militari deve poter conoscere per tempo ogni elemento che incide sugli accordi sottoscritti. Non è accettabile che le APCSM vengano messe nella condizione di apprendere notizie di questa rilevanza dagli stessi canali utilizzati dal personale. Un metodo che mortifica il ruolo delle rappresentanze sindacali e rischia di comprometterne la credibilità nei confronti degli iscritti e di tutto il personale.
Come Associazione sindacale non intendiamo alimentare inutili polemiche né ricercare responsabilità di comodo. Tuttavia, qualcuno ha evidentemente sottovalutato un passaggio fondamentale oppure non ha svolto per tempo le necessarie attività affinché le risorse fossero rese disponibili nei tempi previsti. Oggi il rischio è che ci si limiti a trasferire le responsabilità da un'Amministrazione all'altra, mentre il personale continua ad attendere quanto gli spetta.
Non è accettabile che somme già stanziate per legge rimangano bloccate nelle maglie della burocrazia. L'esperienza insegna che quando i pagamenti vengono frammentati, le quote residue rischiano di essere corrisposte molti mesi dopo, penalizzando ancora una volta i militari e le loro famiglie.
Per queste ragioni il S.I.A.M.O. Esercito chiede che il restante 10% venga reso disponibile e liquidato nel più breve tempo possibile, siano chiarite pubblicamente le reali motivazioni che hanno impedito il pagamento integrale del FESI e le APCSM siano coinvolte preventivamente in tutti i passaggi riguardanti materie oggetto di confronto e di accordo, nel pieno rispetto delle corrette relazioni sindacali.
Valuteremo inoltre l'opportunità di investire formalmente della questione il Signor Ministro della Difesa, affinché episodi di questo genere non abbiano più a ripetersi.
Il personale militare ha svolto il proprio servizio nel 2025 con professionalità, disponibilità e spirito di sacrificio. Lo Stato dimostri lo stesso senso di responsabilità, garantendo il pagamento integrale e tempestivo delle somme dovute.
Il S.I.A.M.O. è e resta sempre presente, al fianco dei militari, con fatti e interventi determinanti.
#SIAMOsemprealtuofianco #SIAMOEsercito: la tua scelta, la nostra forza!
IL DIRETTIVO NAZIONALE
S.I.A.M.O. ESERCITO

