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Contratto 2025-2027, il S.I.A.M.O. Esercito: “A queste condizioni non firmiamo”

Per il Sindacato l’ipotesi di accordo non risponde alle attese delle donne e degli uomini delle Forze Armate

Roma, 25 giugno 2026 – Il S.I.A.M.O. Esercito non intende sottoscrivere l’attuale ipotesi di contratto 2025-2027 proposta in occasione dell’incontro svoltosi in data odierna presso la Funzione Pubblica. Una decisione assunta con convinzione e senso di responsabilità, nel rispetto delle migliaia di militari rappresentati dal Sindacato e delle legittime aspettative del personale delle Forze Armate.

Come evidenziato dal Segretario Generale Mauro Palmas, presente oggi al tavolo, il percorso che si conclude oggi “non ha avuto le caratteristiche di una vera contrattazione”. Il confronto, infatti, si è tradotto nella sostanziale presa d’atto di risorse già definite altrove, accompagnata da limitati spostamenti tra parte fissa e trattamenti accessori, senza una reale possibilità per le Organizzazioni Sindacali di incidere sull’impianto complessivo dell’accordo.

Il Sindacato ritiene insufficiente il risultato raggiunto, sia sul piano economico sia sul piano del metodo. L’ipotesi di contratto non consente un adeguato recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e dall’aumento generalizzato del costo della vita, né offre risposte adeguate alle crescenti responsabilità, rinunce, disponibilità e flessibilità richieste quotidianamente al personale militare.

Il S.I.A.M.O. rileva inoltre l’assenza di progressi concreti rispetto agli impegni assunti alla chiusura della precedente tornata contrattuale e alle proposte di carattere ordinamentale e non economico, rinviate ancora una volta a impegni futuri. Su questioni ormai inderogabili, il personale militare non può più accontentarsi di promesse. “I militari italiani non chiedono privilegi. Chiedono attenzione e rispetto”, dichiara Palmas. “Chiedono che venga riconosciuto il valore del loro lavoro, della loro professionalità e delle rinunce che ogni giorno affrontano al servizio delle istituzioni e della collettività”.

Per il Sindacato, la firma di un contratto rappresenta un’assunzione di responsabilità politica e sindacale. Firmare significa riconoscere che il risultato ottenuto è adeguato e poter sostenere, davanti al personale, che quanto raggiunto corrisponde agli sforzi richiesti. “Questo non possiamo farlo”, prosegue il Segretario Generale. “Non possiamo avallare un accordo che riteniamo insufficiente e distante dalle aspettative legittime del personale. Non possiamo trasformare una mera redistribuzione di risorse già stanziate in una presunta conquista contrattuale. E non possiamo accettare che il primo vero banco di prova delle relazioni sindacali nel comparto Difesa si riduca a una procedura nella quale le organizzazioni rappresentative vengono chiamate più a ratificare che a negoziare”.

La mancata sottoscrizione dell’ipotesi di contratto non rappresenta, per il S.I.A.M.O. Esercito, una scelta di rottura sterile, ma un atto di coerenza verso il personale militare. Il Sindacato continuerà a chiedere una contrattazione autentica, risorse adeguate, risposte concrete e il pieno riconoscimento della dignità professionale delle donne e degli uomini delle Forze Armate. “Il personale militare merita molto più di una semplice presa d’atto”, conclude Palmas. “Merita rispetto, ascolto e una vera contrattazione”.

Il S.I.A.M.O. Esercito conferma il proprio impegno a proseguire ogni iniziativa utile a rappresentare con chiarezza le esigenze del personale, nella convinzione che il valore della specificità militare debba tradursi in misure reali, tutele effettive e riconoscimento concreto del servizio prestato quotidianamente al Paese.

Il S.I.A.M.O. è e resta sempre presente, al fianco dei militari, con fatti e interventi reali.

#SIAMOsemprealtuofianco #SIAMOEsercito: la tua scelta, la nostra forza!

IL DIRETTIVO NAZIONALE 
S.I.A.M.O. ESERCITO

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