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Progressione di carriera dei Marescialli: S.I.A.M.O. Esercito chiede un confronto sul sistema di avanzamento

La Segreteria Generale del S.I.A.M.O. Esercito ha inviato allo Stato Maggiore dell'Esercito una richiesta formale di approfondimento istituzionale sul sistema di avanzamento a scelta per terzi del ruolo Marescialli, con l'obiettivo di avviare una riflessione costruttiva su un tema che interessa migliaia di militari. L'iniziativa nasce dall'ascolto delle numerose segnalazioni pervenute dagli iscritti e dal personale, che evidenziano come l'evoluzione dell'ordinamento abbia portato a far convergere nello stesso sistema di avanzamento Marescialli provenienti da percorsi di accesso profondamente diversi: corsi 958, concorsi interni, concorsi straordinari, nomine dirette e più recenti iter formativi e accademici.

Secondo il S.I.A.M.O. è opportuno verificare se gli attuali criteri di valutazione riescano ancora a garantire una comparazione realmente equilibrata tra professionalità maturate in contesti, periodi storici e opportunità formative differenti. Particolare attenzione è stata posta sugli effetti che il mancato avanzamento nel primo ciclo utile può determinare sull'intera carriera del militare. Un ritardo iniziale può infatti riflettersi anche sulle successive valutazioni e sull'accesso al grado di Luogotenente, producendo conseguenze che meritano un'attenta analisi. Con la nota trasmessa allo Stato Maggiore, S.I.A.M.O. Esercito non propone soluzioni precostituite né mette in discussione la legittimità dell'attuale sistema. Al contrario, chiede che venga avviato un approfondimento tecnico e ordinamentale per verificare, attraverso dati oggettivi, se siano necessari correttivi in grado di valorizzare il merito senza creare disparità.

Tra le ipotesi sottoposte all'attenzione dell'Amministrazione figurano l'analisi degli effetti del sistema a terzi, una maggiore omogeneità nei confronti tra personale proveniente da percorsi differenti, la valorizzazione del contesto professionale in cui ciascun militare ha prestato servizio, la possibilità di considerare le opportunità formative non rese disponibili dall'Amministrazione, una valutazione del rendimento su base pluriennale e l'eventuale introduzione di strumenti che evitino effetti permanenti derivanti da un singolo mancato avanzamento. È stata inoltre prospettata la possibilità di approfondire criteri di comparazione differenziati tra il personale proveniente dai precedenti iter ordinamentali e quello formato secondo i più recenti percorsi, mantenendo invariati i principi di merito, imparzialità, trasparenza e qualità del servizio.

«Il nostro obiettivo – dichiara Mauro Palmas il Segretario Generale del S.I.A.M.O. Esercito – è verificare se l'attuale sistema continui a garantire pari opportunità di crescita professionale a tutti i Marescialli, indipendentemente dal percorso con cui hanno iniziato la loro carriera. Il merito deve rimanere il principio guida, ma deve poter essere valutato tenendo conto dell'evoluzione dell'ordinamento e delle reali opportunità offerte al personale.»

Il sindacato auspica ora che lo Stato Maggiore dell'Esercito voglia avviare un confronto istituzionale su un tema che riguarda il futuro professionale di migliaia di Marescialli e che può contribuire a rendere il sistema di avanzamento ancora più equo, moderno e coerente con le esigenze dell'Esercito Italiano.

Il S.I.A.M.O. è e resta sempre presente, al fianco dei militari, con fatti e interventi determinanti.

#SIAMOsemprealtuofianco #SIAMOEsercito: la tua scelta, la nostra forza!

LA SEGRETERIA GENERALE
S.I.A.M.O. ESERCITO

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