Roma, 03 Ottobre 2026 - Il S.I.A.M.O. Esercito ha di recente sottoposto allo Stato Maggiore dell’Esercito le criticità segnalate dal personale militare affetto da celiachia, con particolare riferimento al servizio mensa, ai buoni pasto e alle opportunità di impiego in Italia e all’estero. L’obiettivo è garantire procedure uniformi e assicurare che, quando il personale è riconosciuto idoneo dagli organi sanitari competenti, le esigenze alimentari non si traducano in limitazioni professionali determinate da carenze organizzative o logistiche.
La direttiva dello Stato Maggiore della Difesa del 9 aprile 2015 stabilisce che, per il personale in servizio, la diagnosi di intolleranza al glutine non comporta, di per sé, l'adozione di provvedimenti medico-legali, salvo che le manifestazioni sintomatologiche incidano sull'idoneità. È pertanto necessario mantenere distinti il giudizio sanitario e le successive valutazioni logistico-organizzative, evitando automatismi fondati sulla sola diagnosi.
Accogliamo con favore la recente emanazione della nuova edizione della DIRETTIVA 4027 “NORME PER LA GESTIONE DEI MATERIALI E DEI SERVIZI DI COMMISSARIATO PRESSO GLI ORGANISMI DELL’ESERCITO” che in materia ha meglio disciplinato l’argomento, descrivendo in maniera più chiara e dettagliata la somministrazione di diete speciali e per patologia ed integrando le disposizioni emanate con il contenuto dei “capitolati tecnici” dei contratti attualmente in esecuzione.
Tuttavia c’è ancora molta strada da fare, soprattutto in fase condotta, dove emergono troppo spesso riserve o difficoltà interpretative (e di conseguenza anche esecutive). Troppo spesso infatti a causa di superabili situazioni di impossibilità tecnica, vengono adottate soluzioni penalizzanti per il personale fruitore che si trova, ad esempio, a non poter utilizzare il servizio mensa compensando con buoni pasto erogati a scadenza incerta (talvolta anche dopo diversi mesi).
Anche la memoria dell'Associazione Italiana Celiachia presentata il 21 maggio 2024, in occasione dell'audizione presso la IV Commissione Difesa della Camera dei deputati, aveva evidenziato la maturità delle soluzioni logistiche e del mercato, il paradosso normativo riguardante i casi di celiachia insorta durante il servizio e le esperienze nazionali, tra cui quella della Protezione Civile, e internazionali, che dimostravano come le criticità potessero essere superate.
S.I.A.M.O. Esercito chiede quindi che le eventuali difficoltà delle mense siano valutate concretamente, distinguendo le situazioni di effettiva impossibilità tecnica da quelle risolvibili attraverso formazione del personale, procedure specifiche e adeguati interventi organizzativi. In tale prospettiva, viene richiamata anche l’esperienza realizzata nel 2025 presso Mariscuola Taranto con il coinvolgimento dell’ASL e dell’Associazione Italiana Celiachia Puglia.
Analogamente S.I.A.M.O. chiede di superare le difficoltà logistiche in occasioni di attività addestrative ed impieghi in scenari operativi nazionali ed esteri, affinché specifiche esigenze alimentari possano essere considerate già nella fase di pianificazione, attraverso forniture dedicate, pasti confezionati o razioni idonee.
Il S.I.A.M.O. è e resta sempre presente, al fianco dei militari, con fatti e interventi reali.
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LA SEGRETERIA GENERALE
S.I.A.M.O. ESERCITO
