Il SIAMO Esercito, pur esprimendo una moderata soddisfazione nelle misure messe in campo dal governo a sostegno dei militari in ferma prefissata a seguito della pandemia causata dal COVID-19, vuole evidenziare la mancata attenzione nei confronti di una categoria, quella degli Ufficiali in Ferma Prefissata (UFP) che a primo impatto sembrerebbe dimenticata dalle istituzioni.

La condizione di precarietà in cui si trovano oggi gli Ufficiali in ferma prefissata è paritetica a quella dei VFP1 e VFP4 della Forza armata.

Questa categoria, se pur in forza numericamente esigua rappresenta una risorsa importante per la Forza armata in termini di competenze tecnico-professionali, volte a sopperire le carenze organiche delle unità delle forze armate. I nostri UFP hanno in più occasioni dimostrato di essere il valore aggiunto della Forza armata, ancor più nelle condizioni di crisi come quella in corso.

Come Sindacato militare auspichiamo che si aggiusti il tiro su questa questione, garantendo anche a loro lo stesso trattamento riservato ai VFP1/4, non lasciando nessuno indietro.

In particolare, chiediamo il prolungamento della ferma fino a conclusione degli iter concorsuali in atto per il transito in servizio permanente.

Tale richiesta merita particolare attenzione anche al fine di scongiurare un difficile ricollocamento professionale di questi nostri commilitoni, in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, accentuata altresì dalla carenza di misure di protezione sociale come ad esempio la NASpI (la nuova assicurazione sociale per l’impiego –   indennità mensile di disoccupazione), non prevista attualmente per il personale militare, a differenza degli altri dipendenti pubblici e privati.

Ricordando infine che gli eventuali beneficiari potrebbero essere anche i 100 Ufficiali medici e i 200 Marescialli infermieri recentemente reclutati per l’emergenza sanitaria in atto, ci auguriamo che la nostra attenzione sul tema venga recepita dai vertici politici e militari e dai rappresentanti politici in parlamento, al fine di tutelare chi ha posto al servizio della nazione le proprie competenze e titoli di studio conseguiti con sacrificio in ambito civile.

Roma, 16 maggio 2020

IL DIRETTIVO NAZIONALE