Dopo l’approvazione in aula della proposta di legge riguardante l’esercizio della libertà sindacale militare, che porta sì il nome della relatrice On. Corda, ma le cui tendenze liberticide sono pienamente addebitabili a tutta la maggioranza, il Sindacato Italiano Autonomo Militare Organizzato Esercito (S.I.A.M.O. Esercito) non si è perso d’animo. Ci siamo rimboccati le maniche (in periodo estivo crediamo che si possa fare anche in operazioni) e abbiamo studiato il testo della proposta di legge S. 1893 che verrà esaminata in Senato, per fornire ancora una volta il nostro contributo, a tutela dei diritti costituzionali delle donne e degli uomini dell’Esercito.

Abbiamo pertanto deciso di inviare una lettera alla Presidente del Senato, Sen. Casellati e a tutti i senatori delle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Difesa, Bilancio, Finanze e Lavoro, allegando una scheda tecnico normativa che possa far comprendere le criticità rilevate nel provvedimento approvato alla Camera.

È chiaro che non ci facciamo illusioni, atteso che analoga iniziativa intrapresa alla Camera ha sortito esclusivamente una correzione formale (da noi suggerita) in quanto espressione di un testo tipico di chi opera in guarnigione o agli alti Comandi. Infatti, il termine “entro e non oltre” in un testo normativo per indicare il rispetto di un vincolo temporale, non rappresenta il massimo del lessico legislativo.

Confidiamo inoltre che la nuova Presidente della Commissione Difesa del Senato confermi la sensibilità dimostrata già in passato nel precedente incarico con l’approvazione del Riordino dei Ruoli per le carriere non dirigenti, quando la stragrande maggioranza delle risorse finanziare vennero destinate ai dirigenti delle Forze Armate o anche recentemente, quando incontrò per il suo partito politico le neo-costituite associazioni sindacali prima dell’approvazione del correttivo al riordino.

Evidenziamo infine il fermo convincimento che l’azione da noi intrapresa con spirito costruttivo, è orientata a fornire un aiuto concreto, per la segnalazione dei punti maggiormente critici e che comprimono le libertà costituzionalmente garantite, in vista di auspicabili miglioramenti della proposta di legge in esame. Ciò costituirebbe indubbiamente un segnale concreto di attenzione nei confronti degli uomini e delle donne dell’Esercito, garantendo loro i diritti sindacali costituzionalmente riconosciuti a tutti i cittadini.

Al fine di poter illustrare compiutamente i rischi connessi all’approvazione senza modifiche sostanziali della proposta di legge S. 1893, abbiamo chiesto di poter essere auditi in Senato, per fornire alla Presidenza del Senato tutti gli elementi di spunto utili al perfezionamento del testo legislativo.

Noi ci SIAMO sempre!                                                                                       

IL DIRETTIVO NAZIONALE

ROMA 03/08/2020

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